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Al di là delle tecniche, che vivono della propria strumentalità e funzionalità, la poesia di una composizione o di un paesaggio emerge per la sua mediata e costante presenza espressa attraverso visioni di chiara creatività.
Si tratta di racconti in chiave religiosa o profana scritti all'insegna della raffinatezza formale.
Figure e inferni, fuochi e ali di farfalle, nudi femminili e boschi incantati alimentano il fuoco sotterraneo di Nino Veronica, un fuoco che perennemente rafforza lo spirito creativo. Le lamelle dorate o argentate si posano con limpida levigabilità sui segreti inconfesssati e sulle utopie dei personaggi, sul seno di una madre che si oppone allo scheletrirsi dei tronchi, sui sogni che si infrangono sul passo della ballerina che s'avvia al suo declino.
I rossi e i gialli fanno ghirlanda ai corpi eretti, alla memoria di Delacroix: la sacralità nasce per equilibrio di forme e di misure che alimentano le sue "storie" in cui la mano dell'artista interviene con la sua rara genialità ma anche col suo respiro lirico.
Dino Carlesi
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